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Celestino è certamente l'uomo di una nuova consapevolezza, il profeta di una dimensione lontana ad uno sguardo distratto che scivola sopra esseri e cose, rimanendo estraneo alle profondità che nascondono. E' l'uomo che ha imparato a scegliere, ad intraprendere un viaggio purificatorio che lo porterà lontano, che lo trasformerà, vibrando, in pura energia, che lo metterà in risonanza con altri esseri, in sincronia con il loro spirito, in armonia con l'universo. Ce ne parla James Redfield nel suo romanzo "La Profezia di Celestino" dove il nostro ci guida, attraverso nove illuminazioni, alla ricerca delle nove chiavi che ci consentiranno di conoscere e di reinterpretare la nostra esistenza. Sergio Audino, l'autore di questo profondo, commovente diario, è a mio giudizio il testimone esemplare di questo percorso, l'uomo che ha scelto di vivere, consapevolmente e senza deleghe, la propria esistenza fino alle conseguenze più estreme, fino ai più inesplorati confini, armato della sola determinazione e di un sorriso disarmante. Sono sette le vite che Sergio ha finora iniziato, sei viaggi bruscamente interrotti ricominciando ogni volta da se stesso, ricostruendo un'identità nuova, un nuovo equilibrio, ed ogni volta scoprendo una prospettiva migliore, più acuta della precedente, dell'esistenza. Sergio Audino non è per questo un eroe moderno, ma semplicemente un uomo che ha sconfitto il destino con le sue scelte, che ha saputo confermare e rinnovare se stesso e la propria natura oltre i limiti della paura e del dolore, oltre il buio dell'incertezza e del pianto. Sergio è un ottimista ad ogni costo, un'anima solare, uno spirito positivo, un "guardiano" (il nome Sergio, appunto, nella sua accezione) attento e consapevole. Conobbi Sergio una mattina di una bella giornata primaverile, quando venne a chiedermi ed a parlarmi di cellule staminali, del nostro lavoro, dei suoi progetti. Entrammo istantaneamente in sintonia, in risonanza se vogliamo dirla con Celestino. Capii solo in seguito fino a che punto ed in che modo saremmo diventati amici. Seppi della sua vita, anzi delle sue vite (sei fino ad allora...), fantastiche quanto terribili, le prove feroci, le malattie, gli incidenti. Da quel momento il nostro "sentire" condiviso ci avrebbe indissolubilmente legato oltre ogni ragionevole senso di amicizia e di stima. Fu uno strano giorno di un piovoso Novembre che mi decisi a rompere un silenzio che durava ormai da settimane e chiamai Sergio. Avevo molte volte rinunciato a telefonare, preso fra la paura e il bisogno di farlo. Una flebile voce, la sua, mi disse dalla lontana Brescia della recidiva del cancro e dell'intervento appena superato, ma, come sempre, mi dette appuntamento al suo rientro a Palermo per riprendere i progetti sospesi. "Le mie sette vite" è non soltanto una bellissima finestra aperta sull'esperienza e sull'animo dell'autore, ma vuole anche essere un "manuale di vita" dove il lettore può trovare quello di cui avverte maggiormente il bisogno, una cifra forte di coraggio e di speranza, un'informazione chiara, una spiegazione plausibile. È un documento rivolto alla gente non, come spesso accade, una voce chiusa nella sfera del personale che si limita a raccontare se stessa. "Chiamando cancro il cancro", il sottotitolo dell'opera di Audino, coglie a mio avviso il segno e il senso più autentico dell'universo cancro, di un fenomeno biologico che, come tale, è naturale ma anomalo al tempo stesso. Sbaglia chi ritiene o immagina che il cancro rappresenti un processo estraneo al nostro organismo, un ospite indesiderato, un alieno. Nella mia trentennale esperienza interamente dedicata alla ricerca oncologica, non ho mai identificato processi, dinamiche, attività proprie delle cellule tumorali che non fossero semplicemente alterazioni, più o meno significative, di processi, dinamiche, attività presenti nelle cellule normali. In tal senso il cancro fa parte della nostra natura, ne costituisce soltanto uno sviluppo diverso che infrange regole, sfugge ai controlli, prevarica e sconfina. E mi sembra mirabile l'intuizione che Sergio Audino manifesta definendo il cancro come un colpo di stato. Le cellule tumorali sono, in buona sostanza, "criminali" e la loro società un'associazione a delinquere. In un simile contesto la mancanza di comunicazione e di inte(g)razione fra la "società del cancro" e quella civile costituita da tutte le altre cellule e tessuti normali del nostro organismo probabilmente rappresenta, insieme alle alterazioni genetiche, il principale tratto distintivo del fenomeno neoplastico. Non so quanti leggeranno questo libro e con quale animo ne accoglieranno le parole e il senso. Quello di cui sono certo è che Sergio Audino ha tracciato un cammino profondo di maturazione e consapevolezza che ha voluto condividere attraverso le pagine di questo libro. Adesso tocca a noi seguirlo, ma solo se vorremo e saremo capaci di farlo.

 

Prof. Giuseppe Carruba

Direttore dell'Unità Operativa di Oncologia Sperimentale

Dipartimento Oncologico "M. Ascoli" di Palermo

 

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Erano Altri Tempi

NOVITA EDITORIALE

ERANO ALTRI TEMPI

di

Sergio Audino

Dario Flaccovio Editore


Attraverso i ricordi, l’Autore del libro ritrae Palermo e un’intera epoca. Dagli anni ’60 fino al recente passato, un viaggio che diventa un modo per capire il vero senso di una città meravigliosa, ma ricca di contraddizioni.

 

per una vita

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Oggi: Ott 18, 2019