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| Venerdì 24 Dicembre 2010 09:53 |
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Recensioni
Chiamando cancro il cancro Anno: 2010 Storia di un medico-paziente, della sua esperienza umana e professionale nella malattia oncologica.
FIDARELIBRI.BLOGSPOT.COM (31 maggio 2010) "'Le mie sette vite - Chiamando cancro il cancro' di Sergio Audino esce a giugno per Dario Flaccovio editore. Il testo affronta il tema dell'insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, come armi vincenti nella odierna lotta contro il cancro." LIVESICILIA.IT (31 maggio 2010) "Il testo affronta il tema dell’insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, come armi vincenti nella odierna lotta contro il cancro." ITALIAINFORMAZIONI.COM (06 giugno 2010) di Franco Verruso "Dopo la presentazione avvenuta nei giorni scorsi nell’aula magna di Palazzo Chiaramonte Steri, uscirà il libro dal titolo 'Le mie sette vite – Chiamando cancro il cancro', scritto da Sergio Audino ed edito da Dario Flaccovio. L’autore, 56 anni, medico chirurgo specialista in Odontostomatologia, nel suo testo affronta il tema dell’insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, come armi vincenti nell’odierna lotta contro il cancro. Audino, che si è sempre dedicato con passione al suo lavoro, alla didattica e alla ricerca, attualmente è impegnato nello studio sulle cellule staminali, sui fattori di crescita e sulla loro applicazione per la rigenerazione ossea. Nel 2000, Audino scopre di avere il cancro, che affronta tempestivamente, con sofferenza, ma anche con tanta grinta e successo, superando ben cinque interventi e senza mai perdere la sua forza interiore e il suo ottimismo. In questo libro, infatti, nato dagli appunti sulla sua esperienza personale, l’autore racconta la sua storia, sia come paziente che come medico, perché possa servire da supporto e da incoraggiamento per chi ha vissuto o vive oggi la sua stessa esperienza. Il taglio scelto, dato al libro, è volutamente narrativo, ma non mancano utili informazioni e riferimenti scientifici che il suo ruolo professionale di medico gli ha permesso di esprimere, secondo il più aggiornato e accreditato 'stato dell’arte' della ricerca e della medicina, senza mai snaturare le finalità del testo. Volutamente, è ripetutamente sottolineato e ribadito l’insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, tutte armi vincenti nell’odierna lotta contro il cancro." NELL'ATTESA (14 giugno 2010) di Carmela Barbaro "'Le mie sette vite, chiamando cancro il cancro' di Sergio Audino è stato presentato nella suggestiva cornice dello Steri. Il libro potrebbe essere definito come un 'diario': l'esperienza di vita di un medico/paziente, dalla straordinaria forza d'animo e col forte desiderio di comunicare parlando apertamente di questa malattia che è affrontata, spesso, con pregiudizio. Chiamando cancro il cancro, infatti, si riesce a non diventarne schiavi. Oggi, insieme ai risultati della ricerca e alle terapie mirate, unite ad una corretta diagnosi precoce, si possono combattere anche le forme più gravi della malattia e vincerle. Ed è proprio alla ricerca, spesso non adeguatamente supportata, che andranno i ricavi delle vendite del libro, in particolare, alle associazioni AIRC e AIL. L'autore tiene a sottolineare l'importanza di trovare sempre una chiave di lettura positiva della vita, anche nei momenti più tragici, riportando la sua testimonianza di coraggio nell'affrontare le varie fasi della malattia. “Le mie sette vite” è, anche, un manuale: un aiuto per l' ammalato che, oltre a trovare qualche chiarimento ai suoi dubbi, può trovare, prima di tutto, conforto nella storia di un medico/uomo dotato di una luce interiore che gli ha permesso di rialzarsi sette volte e un promemoria per i medici affinché mantengano un rapporto umano coi loro pazienti. Ma queste pagine sono indirizzate anche al lettore estraneo alla malattia. Primo intento dell'autore è, infatti, quello di sensibilizzare l'uomo 'medio' alla prevenzione. Il messaggio è quello di imparare ad ascoltare il proprio corpo e cogliere eventuali segnali di allarme, adottare stili di vita il più possibile sani e fare attenzione all'ambiente in cui si vive, cooperando, in tal senso, a costruire un mondo migliore." UTILITY MAGAZINE (Luglio 2010) di Augusto Cavadi "Che succede se un medico ancora giovane, affermato professionalmente, sereno sentimentalmente, sportivo e amante della natura, scopre di essere ferito dall’innominato? Sergio Audino lo racconta, autobiograficamente, in Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro: un libro senza pretese letterarie e, proprio per questo, apprezzabile come testimonianza umana dai toni sinceri e a tratti toccante. 'Quando possediamo la salute' – riconosce a conclusione della sua narrazione l’autore – 'nella sua totale integrità, spesso manifestiamo tutto il nostro egocentrismo e tutto il nostro egoismo, mentre nella sofferenza si evidenziano prepotentemente il bisogno e la necessità di ricorrere alla reciproca solidarietà' e finalmente restituiamo “al nostro volto e al nostro sguardo un atteggiamento più autentico, più vero, senza sovrastrutture'. La saggezza dei nativi americani trova nella vicenda del medico contemporaneo una splendida conferma: solo lo sciamano ammalato è in grado di curare le malattie altrui. L’esperienza personale consente all’autore-protagonista di avvertire, molto più intimamente di quanto avesse potuto fare dall’alto della sua condizione di ‘sano’ e di ‘terapeuta’, la necessità di moltiplicare a favore dei malati oncologici non solo gli interventi strettamente clinici ma anche psicologici. Si potrebbe aggiungere: e filosofici (nel senso di ricerca di un ‘senso’ che sembra del tutto assente)." LA TECNICA DELLA SCUOLA (20 luglio 2010) “Un medico racconta la sua esperienza di uomo che, ad un certo punto della vita e suo malgrado, è costretto a passare dalla parte del paziente. Di un paziente come purtroppo ce ne sono tanti, un paziente che si trova di fronte ad un nemico chiamato ‘cancro’ e che decide di non arrendersi. La propria storia raccontata per far comprendere la grande importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica.” PALERMOPARLA (agosto 2010) di Lydia Gaziano "Contro il male del secolo, la forza della volontà, la vita stessa, ma anche la diagnosi precoce, le cure, la ricerca. Tutto per dimostrare che in molti casi il cancro è una malattia da cui si guarisce. Ed anche il tumore preso come caso esemplare della malattia in genere contro la quale l'uomo lotta con tutta la propria personalità, la propria mentalità vincente, la propria filosofia, traendone addirittura spunti di riflessione... [...] L'autore, che si definisce un medico-paziente, ha vissuto in prima persona l'esperienza di una malattia devastante, ma l'ha superata. Ed è questo che ci racconta. Una malattia, soprattutto se grave, è come un nemico che ci assale, sta a noi batterlo. Emozionante a questo proposito la prefazione del professor Roberto Lagalla, rettore dell'università di Palermo, quando parla delle Porte Scee: i guerrieri troiani le attraversavano ogni giorno per andare in battaglia e rappresentavano il confine tra la vita e la morte. Nessuno, infatti, aveva la certezza di tornare vivo. Tutti noi siamo nella stessa condizione. la vita è una lotta, senza certezze. Ma se perdiamo la speranza, se cediamo le armi, la battaglia è persa. 'Essere guerrieri è l'unica speranza, l'unica forma di vita'. Non dobbiamo mai scoraggiarci, ma, come per la guerra, dobbiamo elaborare una strategia e metterla in atto. Innanzi tutto, dobbiamo cercare di non farci attaccare dal nemico, attuando la prevenzione detta primaria e, in secondo luogo, mediante quella (detta) secondaria che, con la diagnosi precoce, permette di scoprire il nemico quando ancora non è troppo forte mettendoci in condizione di sconfiggerlo. 'Le mie sette vite' si legge tutto d'un fiato, l'autore tiene avvinto il lettore, guardandosi bene, però, dal trattare la storia da cattedratico. Al centro c'è il dramma di un uomo che si trova, all'improvviso, sospeso tra la vita e la morte. Ma quest'uomo non vuole morire e quindi combatterà con tutte le sue forze e le sue energie per battere quel subdolo nemico. Il bello della storia è anche l'intento morale: tramite un racconto emozionante, l'autore ci vuole insegnare come difenderci se ci troviamo in situazioni simili, spiegandoci come comportarci e con quali strumenti combattere la nostra battaglia. La medicina di oggi ha fatto dei progressi straordinari, ma sta anche a noi conoscerla, approfondendo le nostre azioni, a partire dall'ascolto dei segnali che il nostro corpo ci invia. 'I nostri organi interni sono silenziosi, se li cominciamo a sentire vuol dire che è subentrato qualche problema', dice l'autore e, a questo punto, dobbiamo imparare ad ascoltarli. E' da lì che parte la prevenzione. Anche se i progressi scientifici ci fanno ben sperare, la guarigione non dipende solo dalle cure mediche, ma anche da tanti altri fattori che interagiscono: la voglia di vivere, l'affetto dei nostri cari, la fede in Dio. E poi soprattutto l'ottimismo. Nella visione del dottor Audino sempre più esiste il malato, non la malattia. Comunque la vita val sempre la pena di essere vissuta perché anche il dolore ci insegna tante cose importanti, sta a noi capire quali cambiamenti dobbiamo dare alla nostra esistenza". AZ SALUTE (12 agosto 2010) di Arianna Zito “II libro del medico-paziente Sergio Audino è un ingorgo di parole, emozioni, volti, citazioni, pillole di medicina. Corre, torna indietro, ripete, ricorda, ammonisce e, soprattutto, racconta anche a se stesso, ripercorrendole, le ‘sue sette vite’, proprio in Le mie sette vite – Chiamando cancro il cancro, libro in cui è palpabile l'urgenza. Tutto ha inizio nei giorni che precedono il Natale del 1999. ‘Fu in quei giorni che io improvvisamente, ma gradualmente - scrive Audino - cominciai a percepire i primi segni, i primi sintomi che il mio corpo mi inviava per comunicarmi che qualcosa non funzionava più come prima. Dentro di me si era rotto qualcosa, un equilibrio preesistente’. Ed è scattato l'allarme. ‘Trent'anni prima, studiando sui testi universitari di semeiotica medica, ricordo di essere stato particolarmente colpito dalle seguenti definizioni: la salute è il silenzio degli organi e il dolore è un segno di allarme a difesa di organi e apparati’. Da medico, non gli fu difficile iniziare il percorso di indagini cliniche e strumentali che lo portò ad ottenere, in tempi brevissimi, il responso. ‘Per la prima volta nella mia vita - scrive Audino, che è medico chirurgo specializzato in Odontostomatologia - provavo un pressante senso di precarietà. Mi sentivo fragile e vulnerabile. Il referto diagnostico, pur se ancora non esplicito nella sua istologia, per me ebbe lo stesso peso di un bollettino di guerra. L’inversione del ruolo medico-paziente era già avvenuta. Adesso, ero io il paziente’. Come scrive nella prefazione il rettore dell'università di Palermo, Roberto Lagalla, ‘noi medici, in lotta eterna con il nemico, sappiamo quanto sia dura la battaglia, quanto sia coraggiosa la resistenza, quanto sia difficile sperare, quanto sia necessario credere. Essere guerrieri è l'unica speranza, la battaglia l'unica forma di vita’. Ed il 4 febbraio del 2000, partendo da quella inversione di ruoli, dalla consapevolezza di essere diventato - suo malgrado - un paziente, Sergio Audino iniziò la sua battaglia contro il cancro. Il suo cancro. Lo dice Gabriella, protagonista di una delle ‘storie’ che il medico-paziente racconta: ‘La paura non serve a niente, così come non serve a niente evitare di chiamare la realtà col suo nome, trovare giri di parole per non dire cancro, tumore... Non è se non li pronunci li cancelli’. Ed è forse pensando a questa frase che Audino aggiunge il sottotitolo ‘Chiamando cancro il cancro’. Nella presentazione, Giuseppe Carruba, direttore dell'Unità operativa di Oncologia Sperimentale del Dipartimento oncologico dell'ARNAS-Civico di Palermo, scrive: ‘II sottotitolo dell'opera coglie, a mio avviso, il segno e il senso più autentico dell'universo cancro, di un fenomeno biologico che, come tale, è naturale, ma anomalo al tempo stesso. Il cancro fa parte della nostra natura, ne costituisce soltanto uno sviluppo diverso che infrange le regole, sfugge ai controlli, prevarica e sconfina’. Sergio Audino le ‘sette vite’ vissute finora le deve alla sua grinta, alla sua voglia di vivere, all'amore per la sua famiglia, alla spiritualità. In questi momenti della vita - scrive - ti accorgi del vero valore delle piccole-grandi cose, acquisite come stato di fatto, il cui vero sapore viene percepito solo quando ti vengono a mancare e, soprattutto, quando le riconquisti gradualmente. Poche cose ma buone, ben strette nel pugno della tua mano, possibilmente senza lasci arie scappare’. In particolare, in questo libro, c'è un concetto che Audino ripete spesso: ‘II tempo è prezioso nella fase diagnostica. Il fattore tempo non può e non deve essere ritenuto marginale. Statisticamente, uccide più una diagnosi tardiva che lo stesso tumore’. L’autore, con disarmante sincerità, ammette che per lui, essendo medico, non è stato difficile poter effettuare in brevissimo tempo analisi cliniche e strumentali: ‘II collega radiologo fu disponibilissimo a prenotarmi immediatamente una risonanza magnetica nucleare’.” LA REPUBBLICA - PALERMO (15 agosto 2010) di Alessandra Muschella “Di fronte alla paura di morire l'atteggiamento di un uomo può totalmente cambiare e nessuna reazione è più prevedibile o scontata, nemmeno se si tratta di quella di un medico che conosce bene il decorso e gli effetti di certe patologie. Se l'ipotetico dottore un bel giorno apprende di avere un cancro, chi può infatti dire quale sarà la sua reazione? Potrebbe lasciarsi prendere dallo sconforto perché consapevole della crudeltà del nemico o, al contrario, assumere l'incosciente atteggiamento di colui che si crede all'altezza di controllare l'avversario e di sconfiggerlo, oppure ancora di colui che si rimbocca le maniche e comincia la sua difficile lotta. Semplicemente, un medico preso alla sprovvista da un subdolo e imprevedibile nemico è un uomo che reagisce come riesce a fare, come la sorpresa il terrore e lo scoramento gli consentono di fare. Ne ‘Le mie sette vite’, Sergio Audino racconta la sua esperienza di medico che, ad un certo punto della vita, diviene paziente, come ruolo e come disposizione d'animo, e più precisamente, paziente oncologico. È la storia di un uomo che racconta la sua esperienza per metterla al servizio degli altri, al fine di far comprendere ciò di cui è fermamente convinto e accanito sostenitore: prevenzione, diagnosi precoce e ricerca scientifica. Perché anche il cancro possa essere egregiamente combattuto e raccontato.” COUNTRYTIMECLUBNEWS (ottobre 2010) "La storia di un medico-paziente sulla sua esperienza umana e professionale nella malattia oncologica diventa un libro. [...] La prevenzione e la diagnosi precoce, le formule vincenti per combattere e superare il cancro." AIL NEWS PALERMO (novembre 2010) "La prima parte del libro, la cui prefazione è di Roberto Lagalla, rettore della Università degli Studi di Palermo, è un 'diario', in cui vengono narrati i sei percorsi di vita dell’autore, interrotti dalla malattia oncologica e da vari altri 'tsunami'. E’ l’esperienza di vita di un medicopaziente, supportata da una grande umanità e consapevolezza, sostenuta da una straordinaria forza d’animo. L’autore sottolinea ripetutamente come occorra cercare sempre una chiave di lettura positiva in ogni esperienza che la vita ci offre, anche nei momenti più tragici. 'Con stile pacato, intenso ed emotivamente contenuto, racconta le sue paure, le sue rinascite, il suo coraggio, la implacabile voglia di vivere che è ragione vera della vittoria', scrive Roberto Lagalla nella sua prefazione. Il libro parla della malattia oncologica senza mezzi termini e senza pregiudizi. Chiamando cancro il cancro è, infatti, il sottotitolo di questo testo. Esso intende sottolineare che il successo sulla malattia oncologica viene notevolmente influenzato dalla divulgazione informativa, dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce. Il libro affronta i temi relativi alla conoscenza dei fattori che possono predisporre all’insorgenza del cancro, correlati all’ambiente, all’alimentazione, agli stili di vita, dedicando anche alcune pagine alla diagnosi oncologica precoce. Oggi, infatti la prevenzione e la diagnosi precoce, assieme ai risultati diagnostici e terapeutici ottenuti della ricerca scientifica, permettono di combattere con successo molte forme di cancro. Ed è proprio alla ricerca scientifica - spesso non adeguatamente supportata - che l’autore ha voluto donare i proventi derivanti dalla vendita di questo libro. 'Le mie sette vite' è, anche, un manuale: un aiuto per l’ammalato che, oltre a trovare qualche chiarimento ai suoi dubbi, può trovare, prima di tutto, conforto nella storia di un medico e di un uomo, che si è rialzato sette volte, affacciandosi ad un vita 'nuova'. Il messaggio di questo libro è anche finalizzato ad ascoltare il proprio corpo, cogliendo nei sintomi che esso ci invia importanti segnali di allarme. Il testo è indirizzato anche ai lettori estranei alla malattia oncologica, che possono comunque trarne spunti e insegnamenti di vita molto importanti." |
















