| Nando |
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| Venerdì 26 Marzo 2010 16:11 |
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Tutto accadde nel mese di marzo dell’anno 2006. Si cominciava a respirare un’aria primaverile profumata e le giornate cominciavano ad allungarsi. Ci si preparava alla tanto attesa stagione estiva, con i suoi odori, il suo caldo sole e con tanta voglia di mare. Nando aveva deciso di ritrovare la sua forma fisica, che era stata in parte cancellata dall’inverno lungo e sedentario. Avendo compiuto i suoi primi cinquant’anni, non accettava più l’idea di non riconoscersi nel suo corpo, vinto dal peso degli “anta”. Tuttavia un fastidioso dolore, ma soprattutto il consiglio di un’amico medico,............
...................lo spinsero ad effettuare delle visite specialistiche e delle analisi cliniche. L’esito di quelle analisi , che avrebbero cambiato tutta la sua vita, suggerì di effettuare urgentemente una colonscopia. Nando affidò “provvisoriamente” il suo “lato B” ad un suo amico ed ex collega universitario, oggi tra i più noti endoscopisti italiani. Per Nando, l’esito dell’esame strumentale fu inaspettato e dirompente: cancro al colon. Queste cose, capitano sempre agli altri ! Nel dettagliato racconto fattomi da Nando solo qualche tempo dopo, in un freddo pomeriggio di dicembre, esso mi diceva: “In quel preciso momento il mio io di padre, il mio io di figlio, il mio io di marito, il mio io di uomo, subirono una forte implosione. Le parole, gli atteggiamenti ed i suggerimenti diventavano un’eco insostenibile, che non consentiva più di scappare nemmeno da se stessi”. Nando venne operato dopo appena una settimana, ed il suo corpo fu successivamente costretto a sopravvivere con ben cinquanta centimetri di colon in meno. Nelle settimane successive e poi per ben sei mesi, dovette sottoporsi a dei periodici cicli di chemioterapia, con cui -rievocando proprio le parole di Nando - “…………………….il farmaco ed altre sostanze a me sconosciute, intossicavano gradualmente l’Alieno, costringendolo alla tanta auspicata autodistruzione”. Oggi Nando sta molto bene, si accinge a festeggiare il quarto compleanno della sua nuova vita, ma non ha mai dimenticato ciò che gli è successo, ed ha continuato sempre ad effettuare regolarmente il “follow-up”, con serratissimi controlli semestrali. “La prevenzione e la diagnosi precoce, vincono sempre!” . Con gli occhi lucidi mi racconta: “Quattro anni in cui le giornate vengono profondamente apprezzate una dopo l’altra, momento per momento, attimo per attimo, dove il denominatore comune che sconfigge angosce, paure, titubanze è l’amore, un amore che ti cresce dentro; l’amore per le persone che ami, l’amore per le persone dalle quali sei amato, un amore che ti immunizza da tutto e da tutti, sempre. Ma soprattutto la fede in un Dio Buono e Misericordioso che ti accompagna per tutti i giorni, a tutte le ore, ininterrottamente. Che ti trasmette un’energia vitale, appena percepibile attraverso le azioni quotidiane, un’energia che ti guida verso una vita nuova, se vuoi sofferta, ma piena di valori, fino a quel momento osservati con distrazione e spesso non compresi”. |
















