Pagina 1 di 4 Le pagine più belle dal libro: LE MIE SETTE VITE CHIAMANDO CANCRO IL CANCRO di Sergio Audino Dario Flaccovio Editore
……….tutto può accadere in un giorno, tutto può mutare in un istante: il nemico è sempre in agguato, nessuno garantisce che non cadremo nella sua rete. E’ accaduto così all’Autore del presente, commosso e intenso volume. Per lui il primo giorno del terzo millennio è stato come traversare la soglia di un nuovo universo, mentale, emotivo, psichico: si ritrova, improvvisamente, di fronte al nemico che senza avvertire, ha preso possesso del suo corpo e lo vuole annientare. Il nemico è il cancro, con la sua promessa di morte…… (Estratto da: “Prefazione”) *** ………………l’autore di questo profondo, commovente diario, è a mio giudizio il testimone esemplare di questo percorso, l’uomo che ha scelto di vivere, consapevolmente e senza deleghe, la propria esistenza fino alle conseguenze più estreme, fino ai più inesplorati confini, armato della sola determinazione e di un sorriso disarmante. Sono sette le vite che ha finora iniziato, sei viaggi bruscamente interrotti ricominciando ogni volta da se stesso, ricostruendo un’identità nuova, un nuovo equilibrio, ed ogni volta scoprendo una prospettiva migliore, più acuta della precedente, dell’esistenza…………(Estratto da: “Presentazione”, pag.11) *** ………………i miei ricordi di ogni istante di quella esperienza, sono ancora chiari, lucidi e consapevoli. Mi trovai nella impossibilità di controllare altrimenti la situazione…………………………Rimasi spettatore attonito. Ho avuto persino il tempo di implorare la protezione del Creatore………. (Estratto da: “La mia quarta vita”, pag. 45) *** ……….il cancro è socialmente livellante e lo è anche biograficamente. La esperienza della malattia oncologica, non risparmia nessuna fascia sociale e nessuna età. Le storie nella loro diversità, si assomigliano un po’ tutte. Il coefficiente comune: il dolore, la sofferenza, nelle loro varie espressioni. La differenza: il dramma emotivo, il “vissuto” interiore…… (Estratto da: “Chiamando cancro il cancro”, pag. 66) *** ………la sensazione del proprio limite, quando obiettivamente è realmente percepita, può però rivelarsi più che un ostacolo, una risorsa imprevista, ma positiva. Essa superficializza le nostre forze più interiori ed evidenzia la coerenza del nostro essere uomini, fallibili, fallaci e vulnerabili……………(Estratto da: “La percezione del nostro limite”, pag. 74) *** ……..quando le nostre dita si riaprivano, dopo avere sbandierato il trofeo agli occhi ammirati degli amici, la farfalla volava via. Andava via con un volo a zig-zag, meno forte e meno vitale rispetto a quello con cui si era poggiata pochi istanti prima sul fiore, che era stato l’inconsapevole complice della sua cattura. Ogni malattia, ogni ostacolo, ogni prova della nostra vita, ci trasforma in farfalle, una, due, tre, tante volte…….( Estratto da: “Le ali della farfalla”, pag.92) |
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