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Presentazione del libro

 

"Le mie sette vite - Chiamando cancro il cancro"

di  Sergio Audino - Dario Flaccovio Editore

19 febbraio 2011

Ore 17,30

FIUMARA D’ARTE – MUSEO ALBERGO ATELIER SUL MARE

Via Cesare Battisti 4,

Castel di Tusa  (Me)

(Tel. 0921-334295  ;  Fax. 0921-334283  ;   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Intervengono:

- Dr. Sebastiano Adamo, Dirigente Responsabile della Unità Operativa di Terapia del dolore dell’ ARNAS Civico di Palermo

-  Dr. Francesco Colombo,  Dirigente  Responsabile  Unità  Operativa  Formazione          dell’ ARNAS Civico di Palermo

- Dr. Giuseppe Toro, Presidente Provincia di Palermo  dell’A.I.L. Associazione Italiana contro la Leucemia,  Linfomi e Mieloma

-   Dr. Sergio Audino – Autore del libro

Coordina  l'Evento la  Dr.ssa Sandra Pizzurro

Letture di Fosca Medizza

Ingresso Libero

 


 

Presentazione Palazzo Chiaramonte-Steri 4 giugno 2010


La presentazione del libro “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro” dell’autore Sergio Audino, pubblicato da Dario Flaccovio Editore, è  avvenuta con enorme successo lo scorso 4 giugno nell’Aula Magna di Palazzo Chiaramonte-Steri, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, alla quale sono intervenuti oltre quattrocento invitati, che hanno seguito la presentazione -che è durata oltre due ore- con attenta partecipazione. La presentazione coordinata dal Dr. Salvatore Cusimano, Direttore della sede regionale RAI per la Sicilia, si è aperta con il saluto delle Autorità Accademiche dell’Ateneo palermitano. Ad essa hanno partecipato la Prof.ssa Ada Maria Florena Ordinario di Anatomia Patologica  della Università  degli Studi di Palermo, nonché Componente  del Senato Accademico, il cui intervento  è stato seguito da quello del Prof. Giuseppe Carruba, Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia  Sperimentale del Dipartimento Oncologico Maurizio Ascoli  dell’ARNAS-Ospedale Civico di Palermo. Ai vari interventi sono state interposte alcune letture  di brani selezionati dal libro,  effettuate dalla Prof.ssa Alessandra Pizzullo. Gli interventi  della Vice-Presidente dell’A.I.R.C.-Comitato Sicilia,  Sig.ra Chiara Catania, e del Dr. Giuseppe Toro, Presidente dell’A.I.L.-Palermo, hanno messo in evidenza l’insostituibile  ruolo delle Associazioni di volontariato impegnate sia nella ricerca sul cancro, che nella assistenza dei malati oncologici e delle loro famiglie. La presentazione del libro si è conclusa con l’intervento dell’autore, che ha spiegato all’attento e numeroso uditorio, le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere questo libro. Un libro che nasce dalla volontà, non tanto di narrare la propria personale storia, ma di prendere spunto da essa per trasmettere messaggi positivi,  di ottimismo e di fiducia, che possano essere utili non solo ai malati di cancro, ma anche alle loro famiglie, che spesso si trovano repentinamente ed impreparate a fronteggiare  non soltanto un doloroso sconvolgimento fisico del proprio congiunto, ma una variegata gamma di coinvolgimenti e sconvolgimenti emotivi, che la malattia oncologica comporta. L’autore, con forza, ha sottolineato ripetutamente l’insostituibile ruolo della prevenzione primaria e della diagnosi precoce, nonché quello della ricerca scientifica -supportata anche dalla solidarietà sociale- come armi vincenti nella lotta contro il cancro. “Il cancro si può vincere e di cancro si può vivere”. Sono questi i due più importanti messaggi trasmessi dall’autore, assieme a quelli di  ottimismo, forza, coraggio e determinazione. La presentazione del libro si è conclusa con un  breve concerto di  Donatella Sollima, Francesca Adamo e Francesco Sclafani, a cui è seguito un aperitivo, servito  nel chiostro  di Palazzo Steri. Il libro “Le mie sette vite – Chiamando cancro il cancro”, dell’autore Sergio Audino, pubblicato da Dario Flaccovio Editore, sarà disponibile in libreria e prenotabile o acquistabile collegandosi ai siti  www.darioflaccovio.it e www.chiamandocancroilcancro.it


L'Autore ed il Libro
L’autore, 56 anni, medico chirurgo specialista in Odontostomatologia, nel suo testo affronta il tema dell’insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, come armi vincenti nell’odierna lotta contro il cancro. L’Audino, che si è sempre dedicato con passione al suo lavoro, alla didattica e alla ricerca, attualmente è impegnato nello studio sulle cellule staminali, sui fattori di crescita e sulla loro applicazione per la rigenerazione ossea. Nel 2000, Audino scopre di avere il cancro, che affronta tempestivamente, con sofferenza, ma anche con tanta grinta e successo, superando ben cinque interventi e senza mai perdere la sua forza interiore e il suo ottimismo. In questo libro, infatti, nato dagli appunti sulla sua esperienza personale, l’autore racconta la sua storia, sia come paziente che come medico, perché possa servire da supporto e da incoraggiamento per chi ha vissuto o vive oggi la sua stessa esperienza. Il taglio scelto, dato al libro, è volutamente narrativo, ma non mancano utili informazioni e riferimenti scientifici che il suo ruolo professionale di medico gli ha permesso di esprimere, secondo il più aggiornato e accreditato “stato dell’arte” della ricerca e della medicina, senza mai snaturare le finalità del testo. Volutamente, è ripetutamente sottolineato e ribadito l’insostituibile ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica, tutte armi vincenti nell’odierna lotta contro il cancro.

 

Presentazione del libro "LE MIE SETTE VITE Chiamando cancro il cancro"

Palermo 3 Luglio 2010

 


 

Presentazione del libro "LE MIE SETTE VITE Chiamando cancro il cancro"

Club Lauria - Palermo 18 Luglio 2010

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Presentazione del libro "LE MIE SETTE VITE Chiamando cancro il cancro"

Villa Magnisi - Palermo

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Presentazione del libro "LE MIE SETTE VITE Chiamando cancro il cancro"

19 febbario 2011

Atelier sul Mare - Messina

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"Convegno di Medicina Narrativa" Aviano-Pordenone 15 settembre 2011

Il libro Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro" di Sergio Audino edito da Dario Flaccovio Editore, è stato  premiato per la categoria "scrittori-medici ", in occasione del  "Convegno di Medicina Narrativa" svoltosi il 15 settembre 2011 ed organizzato dal Centro di Riferimento Oncologico Nazionale di  Aviano. Tale Evento si è svolto in collegamento con l'evento culturale  "PordenoneLegge". La motivazione del premio fa riferimento all' importante messaggio divulgativo, preventivo e comunicativo trasmesso dal  testo, che rappresenta la  storia oncologica di Sergio Audino,  sia sotto l'aspetto di Paziente che sotto quella di Medico. Anche a Mariagrazia Saberogi è stato conferito lo stesso  premio, nella categoria  "scrittori-pazienti",  per il suo libro "Domani è un altro giorno" Edizioni Joelle, in cui narra la sua esperienza di paziente oncologica, sottoposta al trapianto di midollo osseo.La data prevista per la prossima edizione del Convegno di Medicina Narrativa del Centro di Riferimento Oncologico Nazionale di  Aviano-Pordenone, che si svolgerà  all'interno del "Progetto Patient Education", è fissata per il prossimo 12 ottobre 2012.E' un progeto di grande valenza scientifica e di profondo significato etico, perché centrato sull'idea di coinvolgere i pazienti nelle attività loro destinate e che vede la presenza di molte Associazioni Nazionali di Volontariato Oncologico e avrà come moderatore il conduttore RAI  Dr. Michele Mirabella.È infatti intenzione del CRO e delle Associaizoni Oncologiche di conferire una evidenza nazionale al premio e di diffondere sempre di più, per quanto possibile, la cultura della informazione, della divulgazione e della formazione, rivolta non solo ai "tecnici" ma anche ai pazienti, perché nulla avvenga più senza la loro piena consapevolezza e la più completa informazione in merito alle  varie fasi  terapeutiche e post-terapeutiche.

PROGRAMMA IN PDF

 

 


 

Articolo sulla premiazione di Sergio Audino con il “Premio Cedro d'Oro”nell'ambito della “Settima Giornata Nazionale del Malato Oncologico”.

La vita come un battito d'ali di farfalla, come crisalide appena divenuta adulta, nella sua meravigliosa precarietà, è un dono prezioso e come tale va custodita.E' così che viene presentato, in duecentosettanta pagine autobiografiche, il percorso travagliato di Sergio Audino, medico, all'interno di quelle che lui definisce un insieme di vite – sei quelle già trascorse -  più una, l'attuale, attanagliate dal cancro, parola quasi sempre indicibile ma che l'autore de “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro”,  non teme di pronunciare.E' così che il “nemico” assume una vera e propria corposità e ben delimitato da contorni è più visibile alla propria coscienza e lo si può combattere.Il libro edito da Dario Flaccovio nel 2010, dopo avere assunto l'involontario ruolo di viatico per una rinascita, ha vinto il 20 maggio scorso, nell'ambito della “Settima Giornata Nazionale del Malato Oncologico”, il “Premio Cedro d'Oro”. Il libro “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro”, trasmette al lettore un importante messaggio divulgativo, preventivo e comunicativo in ambito oncologico.  In esso  l'Autore Sergio Audino rappresenta la propria storia oncologica vissuta in due ruoli decisamente asimmetrici: nel ruolo di Paziente e al contempo di Medico. Una storia di coraggio, di forza, di speranza.Questa la motivazione del premio: “...a Sergio Audino, che con coraggio ha trasformato la narrazione di se, in un gesto di grande generosità”.Insieme a Sergio Audino sono stati premiati anche Cesare Prandelli che lasciò l'attività agonistica per seguire la moglie morta poi nel 2007 dopo avere a lungo combattuto contro un tumore e Maria Sofia Barbasetti, per la sua attività di volontariato che svolge da ben quarantacinque anni.L'albero del cedro, apprezzato non soltanto per i suoi frutti e la bellezza profumata dei suoi fiori dal sapore mediterraneo ma anche per le sue virtù terapeutiche e anticancerogene, è il simbolo della Giornata Nazionale del  Malato Oncologici.La manifestazione si è avvalsa del sostegno del Ministero della salute e di Mediafriends e del patrocinio del Senato della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Presidenza della Regione Lazio, dell'Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. Ha consegnato i premi, presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma, il Prof. Francesco De Lorenzo, presidente della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), più volte Ministro  della Sanità negli anni '90.Il libro di Sergio Audino, al di là del suo profondo significato di stimolo alla prevenzione quale migliore arma per sconfiggere il cancro, racchiude in sé la piacevolezza di una scorrevole lettura e di una immancabile partecipazione alla vita dell'autore, grazie anche ad una prosa scorrevole e coinvolgente, frutto di una messa a nudo del proprio io, senza veli, senza pudori ma con la consapevolezza che la “partecipazione” rende più forti.

Teresa Di Fresco

Programma + Manifesto


A Sergio Audino il premio “Cedro d’ Oro” per il suo libro “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro”

By autoridisicilia on 16 aprile 2012

 

Sergio Audino, medico chirurgo ed odontoiatra palermitano, ha vinto il “Premio Cedro d’Oro”. La consegna è avvenuta a Roma il 20 maggio in occasione della “Settima Giornata Nazionale del Malato Oncologico” che celebra la forza di quanti, colpiti dal tumore, lottano per la vita e per la dignità della vita. La motivazione del premio “...a Sergio Audino, che con coraggio ha trasformato la narrazione di se, in un gesto di grande generosità”. L'importante messaggio divulgativo, preventivo e comunicativo viene trasmesso dal libro “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro” in ogni sua pagina, in cui l’autore rappresenta la propria storia oncologica vissuta in due ruoli decisamente asimmetrici: nel ruolo di paziente ed al contempo di medico. Una storia di coraggio, di forza e di speranza…». Nel corso dello stesso Evento che è stato presentato da Paola Saluzzi, sono stati premiati anche Cesare Prandelli e Maria Sofia Barbasetti. L’iniziativa si è svolta con il sostegno ed il patrocinio del Senato della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Presidenza della Regione Lazio e della Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. L’albero del cedro, con i suoi frutti e i suoi fiori tipicamente mediterranei, definito nella Bibbia “l’albero più bello”, dotato anche di caratteristiche terapeutiche e anticancerogene, è il simbolo della “Giornata del Malato Oncologico” che celebra la forza di quanti, colpiti dal tumore, lottano per la vita e per la dignità della vita.

 


Carta di Siracusa

08 giugno 2012

TERAPIE INTEGRATIVE IN ONCOLOGIA

(Contributo del Dr. Sergio Audino)


Carta siracusa

Il cancro negli ultimi cinquanta anni ha avuto una notevolissima diffusione nel mondo occidentale. La ricerca scientifica  ha però consentito di ottenere rilevanti risultati nel campo della lotta ai tumori, permettendo la guarigione di una notevole percentuale di pazienti, o comunque di prolungarne la sopravvivenza.

La conseguenza inevitabile di questo attuale scenario, è che la società moderna deve inevitabilmente fronteggiare la problematica  di un numero sempre crescente di persone che stanno combattendo il cancro o che sono sopravvissute ad esso, i così detti: Survivors and chronic cancer Patients”.

La terapia dei tumori, sia essa chirurgica, radioterapica o medica con la sua la tossicità trattamento-correlata, si associa inevitabilmente a numerosi effetti collaterali, che insieme alla angoscia prodotta dalla consapevolezza della malattia e dalla paura della morte, determinano un progressivo deterioramento della qualità di vita.

La sanità italiana ancora oggi non garantisce al Paziente oncologico la riabilitazione post-chirurgica-radio-chemioterapica.

Tutti questi fattori ancora più evidenti nei casi in cui i trattamenti convenzionali si mostrano inefficaci nel  controllare la malattia oncologica, sono gli elementi che molto spesso inducono gli ammalati di cancro a ricercare delle forme di trattamento alternative o complementari rispetto a quelle istituzionalmente codificate.

Chi è affetto da un tumore desidera fare tutto ciò che è possibile per combattere la malattia, ridurre il rischio di recidive o metastasi, gestire i sintomi ed affrontare gli effetti collaterali della terapia.

Nei decenni passati questo genere di Terapie sono state spesso osteggiate  dalla Medicina ufficiale.

Negli ultimi anni essa, o almeno la sua parte più lungimirante, ha progressivamente e cautamente preso coscienza, della utilità della Medicina Alternativa o Complementare, dandole il nome di Medicina Integrativa.

La Medicina Integrativa include metodi, pratiche o somministrazione di sostanze utilizzate come supplemento e complemento, quindi di  integrazione, rispetto ai trattamenti cosiddetti “convenzionali”.

Le Terapie Integrative in oncologia, hanno anche la finalità di umanizzare il trattamento del Malato Oncologico, mettendo al centro delle terapie l’essere umano ed il suo benessere.

Le Terapie Integrative in Oncologia hanno inoltre la finalità di modificare il rapporto Medico-Paziente generando  una nuova dimensione intermedia tra scienza e sentimento, tra corpo e mente, tra terapia della malattia e terapia del Malato.

La dietologia, la fitoterapia o la somministrazione di additivi nutrizionali, la massoterapia e l’esercizio fisico,  la musicoterapia e la ludoterapia, la psicologia, l’agopuntura e la pressoterapia,  la cosmeticoterapia, l'ipertermia, il sostegno emozionale  ed il conforto spirituale,  rappresentano i pilastri portanti della cosiddetta “Medicina Integrativa”.

Esse non hanno la finalità di sostituire le terapie così dette tradizionali, ma quella di  aumentarne -ove possibile- l’efficacia e ridurne  gli effetti collaterali migliorando la qualità della vita del Paziente Oncologico, talvolta prolungandone  la vita.

Esse si propongono inoltre il riequilibrio delle funzioni fisiologiche dell’organismo, ed il potenziamento  dell'apparato immunitario, attivando dei processi di protezione o di auto-guarigione.

 

Il presupposto di validità e credibilità scientifica e deontologica delle Terapie Oncologiche Integrate (o Integrative) è correlato alla dimostrazione della loro EFFICACIA  e SICUREZZA secondo i canoni della Medicina ufficiale.

Pertanto anche l’approccio Terapeutico Integrato deve avvenire rigorosamente sotto controllo medico,  così come tutte le altre terapie così dette convenzionali.

 

Le Terapie Integrative dovrebbero essere sempre inserite in un vero e proprio “Piano assistenziale e terapeutico globale del Malato Oncologico”, gestito da una Equipe Medica, possibilmente coordinata da un sanitario: il Coordinatore. Esso dovrebbe essere specificamente investito del compito di regia e organizzazione   dei vari approcci terapeutici usati nel prendersi cura del Paziente Oncologico, siano essi convenzionali o integrati, senza però lacerare, anzi rinforzando il legame simbiotico Medico-Paziente, che per secoli ha rappresentato l’essenza stessa della Medicina.

CONCLUSIONI

 

La Oncologia moderna, occupandosi più della malattia  che del singolo malato, per alcuni versi è diventata ultimamente sempre meno rispondente alle esigenze dei Pazienti e, talvolta, incapace di dare risposte ai bisogni emozionali del  Malato.

Spesso in oncologia vengono utilizzati, secondo rigidi protocolli, dei trattamenti molto aggressivi, anche in ammalati che potrebbero trarre lo stesso beneficio da trattamenti  più “gentili” o coadiuvati da alcune forme Terapeutiche Integrative.  Talvolta di ciò è responsabile anche l’enorme potere delle “lobbies” farmaceutiche e la presenza di interessi commerciali.

Le Terapie Integrative possono rappresentare una soluzione rispondente anche ad alcuni di questi problemi.

***

La “Carta di Siracusa”,i cui lavori sono stati diretti dal Prof. Francesco De Lorenzo, presidente della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), più volte Ministro della Sanità negli anni '90, è stata stilata l'8 giugno 2012, nel corso della giornata introduttiva della “Quarta Conferenza Europea dei Pazienti cronici e lungo-viventi oncologici. Evidenze e prospettive. Recenti successi scientifici in Oncologia Clinica”. La “Carta di Siracusa” mire a diffondere sempre più, per quanto possibile, la cultura della informazione, della divulgazione e della formazione, rivolta non solo ai "tecnici" ma anche ai pazienti, perché nulla avvenga più senza la loro piena consapevolezza e la loro più completa informazione in merito alle varie fasi terapeutiche e post-terapeutiche, secondo le più avanzate ricerche ed acquisizioni del mondo scientifico.

 

“Carta di Siracusa”

 

-Identificare la figura di un coordinatore. (SR)

La pianificazione del percorso assistenziale di ogni singolo paziente è obiettivo di primaria importanza. La figura di un coordinatore che possa accompagnare il paziente in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alla cura ed al follow up periodico, è indispensabile non soltanto dal punto di vista puramente clinico, ma anche dal punto di vista relazionale. Il coordinatore deve conoscere ed affrontare tutte le problematiche relative al paziente: pianificare le cure, i controlli periodici, identificare eventuali disagi psico-sociali. La sua figura deve essere da riferimento, cardine per tutti gli altri specialisti che collaborano per il completo benessere psico-fisico del paziente. Da alcune vostre considerazioni è emerso l’interrogativo di chi possa rivestire al meglio questo ruolo assistenziale. Secondo la vostra valutazione la figura più appropriata è il medico, sarà esso oncologo o medico di M.G.

 

-Validare un modello di assistenza. (SR)

Il riconoscimento di procedure standardizzate consentirebbe una precisa pianificazione del percorso di cura, di controllo periodico e di rivalutazione. Il modello di assistenza potrebbe essere rappresentato da una struttura dedicata al paziente lungo-vivente ed oncologico cronico, possibilmente ubicata al di fuori della struttura oncologica delle “cure intensive”, ma con essa intimamente correlata. Alla struttura afferirebbe un team multidisciplinare composto da oncologi, psicologi, nutrizionisti, ginecologi, sessuologi, cardiologi, genetisti, neurologici, oculisti, assistenti sociali, che collaborano lungo il precorso assistenziale. Il modello dovrebbe, inoltre, prevedere anche un intervento decentrato (ospedale-MMG) di indirizzo e di soddisfazione di tutte le esigenze meno complesse.

-Stimolare Autorità competenti ed associazioni professionali ad attività di formazione per il personale che assiste che assiste, ed in particolare per i MMG.(Federico Lo Canto)

Le problematiche che la lungovivenza e la cronicizzazione pongono, sono state poco attenzionate. Grazie ai percorsi diagnostico-terapeutici sempre più raffinati e all’aumento della vita media il numero dei lungoviventi e degli oncologici cronici è aumentato progressivamente e si stima che, nell’arco di un ventennio, possa addirittura raddoppiarsi. Ciò porterà ad affrontare sempre con maggiore frequenza effetti collaterali tardivi alla malattia ed ai trattamenti ricevuti. Considerato che talora il paziente ha completato il periodo di follow up oncologico, il medico curante è spesso, ad oggi, l’unico referente che il paziente continua ad avere per esporre le proprie problematiche. Sensibilizzare pertanto il personale al mondo della lungovivenza e della cronicizzazione oncologica permetterebbe di assicurare al paziente un’alta qualità di vita.

-Stimolare la ricerca scientifica. (Dr. Giuseppe Tamburello)

Alcuni aspetti della lungovivenza non presentano dati statisticamente significativi in letteratura. Considerato il numero consistente di questi pazienti e il progressivo incremento dell’incidenza è opportuno indagare da un punto di vista epidemiologico per approfondire le conoscenze su questi pazienti. Ciò consentirebbe la valutazione di interventi per migliorare la qualità assistenziale e quindi la qualità di vita.

-Promuovere una assistenza psico-sociale e stimolare attività legislative per migliorare la tutela del paziente. (Gianluca Denise)

Bisogna informare il paziente in modo semplice relativamente a quelli che sono i suoi diritti, orientandolo fra i percorsi burocratici (esenzione ticket, indennità di accompagnamento, invalidità civile, legge 104, pensione di inabilità) e promuovendo, in tal modo, una assistenza anche psico-sociale. È necessario, inoltre, che si intervenga in campo legislativo al fine di ampliare la tutela del paziente. Spesso, infatti, i lungoviventi e gli oncologici cronici denunciano problemi di reinserimento nella vita sociale e lavorativa, manifestano problemi burocratici vari, ad esempio relativi alla scadenza del periodo di esenzione dal ticket dopo la fine di un trattamento chemioterapico attivo o al mancato riconoscimento dell'invalidità fisica o inabilità lavorativa dopo i termini di legge, pur persistendo una alterazione organica o funzionale.

-Ottimizzare la relazione medico-paziente. (Dr.ssa Marilena Bongiovanni)

Indispensabile dal momento della presa in carico totale di un paziente è la comunicazione adeguata diagnostica e prognostica della situazione di malattia. Spesso il paziente ed i familiari, infatti, si documentano ed apprendono notizie attraverso canali comunicativi non specifici del settore medico oncologico (web, riviste …..). Per evitare una errata valutazione diagnostica e prognostica della malattia, il medico oncologo e tutti i professionisti che supportano pazienti e familiari devono comunicare con un linguaggio semplice, chiaro ed adeguato, valutando le caratteristiche di ogni singola persona con la quale interagiscono.

-Valutare l’opportunità di attività complementari. (Dr. Sergio Audino)

La valutazione di piani di cura con terapie alternative (integrative) che possono contribuire a migliorare il vissuto di malattia.

 


 

15-20 maggio 2012 a Roma presso l'Auditorio della Conciliazione VII GIORNATA NAZIONALE DEL MALATO ONCOLOGICO

Roma

Articolo sulla premiazione di Sergio Audino con il “Premio Cedro d'Oro”

nell'ambito della “Settima Giornata Nazionale del Malato Oncologico”.

 

La vita come un battito d'ali di farfalla, come crisalide appena divenuta adulta, nella sua meravigliosa precarietà, è un dono prezioso e come tale va custodita.

E' così che viene presentato, in duecentosettanta pagine autobiografiche, il percorso travagliato di Sergio Audino, medico, all'interno di quelle che lui definisce un insieme di vite – sei quelle già trascorse - più una, l'attuale, attanagliate dal cancro, parola quasi sempre indicibile ma che l'autore de “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro”, non teme di pronunciare.

E' così che il “nemico” assume una vera e propria corposità e ben delimitato da contorni è più visibile alla propria coscienza e lo si può combattere.

Il libro edito da Dario Flaccovio nel 2010, dopo avere assunto l'involontario ruolo di viatico per una rinascita, ha vinto il 20 maggio scorso, nell'ambito della “Settima Giornata Nazionale del Malato Oncologico”, il “Premio Cedro d'Oro”. Il libro “Le mie sette vite-Chiamando cancro il cancro”, trasmette al lettore un importante messaggio divulgativo, preventivo e comunicativo in ambito oncologico. In esso l'Autore Sergio Audino rappresenta la propria storia oncologica vissuta in due ruoli decisamente asimmetrici: nel ruolo di Paziente e al contempo di Medico. Una storia di coraggio, di forza, di speranza.

Questa la motivazione del premio: “...a Sergio Audino, che con coraggio ha trasformato la narrazione di se, in un gesto di grande generosità”.

Insieme a Sergio Audino sono stati premiati anche Cesare Prandelli che lasciò l'attività agonistica per seguire la moglie morta poi nel 2007 dopo avere a lungo combattuto contro un tumore e Maria Sofia Barbasetti, per la sua attività di volontariato che svolge da ben quarantacinque anni.

L'albero del cedro, apprezzato non soltanto per i suoi frutti e la bellezza profumata dei suoi fiori dal sapore mediterraneo ma anche per le sue virtù terapeutiche e anticancerogene, è il simbolo della Giornata Nazionale del Malato Oncologici.

La manifestazione si è avvalsa del sostegno del Ministero della salute e di Mediafriends e del patrocinio del Senato della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Presidenza della Regione Lazio, dell'Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione.

Ha consegnato i premi, presso l'Auditorium della Conciliazione a Roma, il Prof. Francesco De Lorenzo, presidente della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), più volte Ministro della Sanità negli anni '90.

Il libro di Sergio Audino, al di là del suo profondo significato di stimolo alla prevenzione quale migliore arma per sconfiggere il cancro, racchiude in sé la piacevolezza di una scorrevole lettura e di una immancabile partecipazione alla vita dell'autore, grazie anche ad una prosa scorrevole e coinvolgente, frutto di una messa a nudo del proprio io, senza veli, senza pudori ma con la consapevolezza che la “partecipazione” rende più forti.

 

Teresa Di Fresco

 

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di

Sergio Audino

Dario Flaccovio Editore


Attraverso i ricordi, l’Autore del libro ritrae Palermo e un’intera epoca. Dagli anni ’60 fino al recente passato, un viaggio che diventa un modo per capire il vero senso di una città meravigliosa, ma ricca di contraddizioni.

 

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